January 2012
(via i-will-not-save-your-life)
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Quello che era semplicemente uno sfogo è diventato uno dei post più letti e condivisi di questo blog, spiace che in molti non abbiano capito che non si trattava affatto di una criminalizzazione di alcune categorie né di un’apologia del libero mercato. Sulle liberalizzazioni ho idee un po’ più complesse e anche un po’ contraddittorie volendo, ed il bello è che se ne avessi scritto lo avrebbero letto i soliti amici.
Ciò che sta scritto nel post di ieri è semplicemente un atto di accusa nei confronti di categorie che non hanno mosso un dito quando si faceva a pezzi lo stato sociale, si criminalizzavano i mendicanti, o si sbattevano nei Cie gli immigrati ed invece oggi scendono in piazza a difesa dell’unica cosa che gli interessa: la roba, la famiglia. Ce ne sono molte di più di persone come loro, in tutte le categorie purtroppo.
Chi vuole sapere davvero cosa penso delle liberalizzazioni tornerà a leggere questo blog se ne avrà voglia.
Grazie per avere letto, condiviso e commentato
” —Caro commentatore | demopazziaEpitteto
(via kindlerya)
Caro tassista che dichiari 1000 euro al mese, che non si sa chi te l’ha fatto fare allora di comprarti la licenza a duecentomila, forse c’hai pure ragione quando dici che laliberalizzazione dei taxi come la soluzione di tutti i problemi dell’Italia è un’ingiustizia.
Caro onorevole deputato che non arrivi alla fine del mese con i 16.000 euro di indennità, forse c’hai pure ragione che non è abbassandovi lo stipendio di qualche euro che se risolvono i problemi dell’Italia.
Caro farmacista che ti “tocca” ereditare un’attività dei cui servizi in molti vorrebbero poter fare a meno ma nessuno può, forse c’hai ragione pure te quando dici che non è liberalizzando il mercato delle farmacie che si risolvono i problemi dell’Italia.
Caro vescovo, che ti tocca stare una vita senza trombare, forse c’hai ragione pure te, quando mi dici che se la chiesa pagasse l’ici non ci farebbe più tutto quel bene che c’ha fatto in questi secoli di oscurantismo culturale.
Caro benzinaio che mi vendi la benzina manco fosse chianti, forse c’hai ragione pure te a dirmi che le liberalizzazioni non mi faranno calare il prezzo e ti metteranno pure sul lastrico.
Caro povero possessore di uno Yacht da 19 metri o di un Porche Cayenne, lo so che ti tocca fare gli straordinari in miniera per poterti pagare le rate di quell’unica soddisfazione che ti sei potuto concedere in una vita fatta di sacrifici e rinunce, forse c’hai ragione pure te quando mi dici, che se ti ci metto pure la tassa ti rovino, te e tutti gli operai che lavorano nei cantieri e nelle fabbriche della Porche per quel discorso dell’offerta e della domanda.
Caro amico notaio, della cui professione devo ancora riuscire a comprendere l’utilità, c’hai ragione pure tu quando me dici che il lavoro è l’unica cosa buona che ti può lasciare tuo padre dopo averti condannato fin dall’infanzia alla certezza che avresti fatto quel mestiere, tanto che apponevi timbro e firma pure sugli scambi delle figurine alle elementari in cambio della merendina, e che non ce la possiamo prendere con voi, che in fondo siete solo 6000, che cosa vuoi che contino 6000 persone su una popolazione di 60 milioni.
Mò che ci penso, stai a vedere che il problema sono proprio io, io che vi sto ancora ad ascoltare invece che venire in piazza a darvi foco uno per uno. Che per fortuna sono contro la violenza.
Che mi chiedo dove eravate simpatici amici, quando i governi di un colore o dell’altro si inventavano la flessibilità spazzando via ogni garanzia per chiunque non fosse vostro figlio e noi scendevamo in piazza a prendese manganellate e lacrimogeni?
Dove eravate quando il governo giocava a sudoku con le nostre date di nascita e i contributi versati? Dove eravate quando Fiat, Omsa & Co. licenziavano e trasferivano gli stabilimenti all’estero?
Dove eravate mentre amichevoli poliziotti manganellavano studenti che in piazza chiedevano una scuola e una università più giuste ed efficienti anche per i vostri figli?
Dove eravate piccole amorevoli teste di cazzo, quando pur di non controllare i vostri negozi, le vostre attività, si cercava di dare la colpa della crisi a quattro disgraziati di immigrati, per esempio prendendosela con le “frutterie etniche” (sic.) o i negozi di kebab.
Ecco io non so dove eravate, ma so dove vorrei mandarvi: affanculo.
p.s. può darsi mi sia dimenticato qualcuno.
(ANONIMO arrivato via mail)
EDIT - fonte: http://www.demopazzia.it/2012/01/17/caro-amico-tassista-notaio-onorevole-farmacista/
EDIT - Commentate pure sull’originale (il link è qui sopra)
3nding (via 3nding)
Adoro quel posto e i minuti di attesa quando ci passo..
Franco Cassano, Il pensiero meridiano (via miaohaus)
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(via ze-violet)
- Parrucchiera: Facciamo un bel taglio?
- Io: Ma no figurati fammelo di merda.
No, scusate.
Volete farmi credere che han chiuso megavideo?
Cioè dopo aver passato tutta la giornata fuori ad occuparmi della mia gravidanza, torno a casa, e scopro che han chiuso megavideo???
PORCA TROIA MA CHE GIORNATA DI MERDA.
Quando avrete finito tutti i vostri giochi di borsa, mandato in fallimento gli stati sovrani, depredato le economie e derubato milioni di lavoratori, allora supplicherete in ginocchio davanti all’ultimo contadino rimasto, piangendo come vitelli e pregandolo di accettare tutto il vostro oro in cambio delle sue preziose conoscenze. E vedrete schizzare alle stelle lo spread tra gli ortaggi e la vostra carta straccia accumulata in anni e anni di psicosi predatoria compulsiva. I mercati non siete voi con i vostri giochi finanziari d’azzardo, il mercato sono io che ho imparato a fare le tagliatelle e chiunque voglia prendersene meta’ dandomi in cambio i suoi pomodori per il sugo.
uds:
non so, ho in testa questa scena di due vecchie signore di fronte a megavideo appena morto che si dicono ‘ma guarda che espressione serena, guarda com’è tranquillo, sembra quasi che sia in buffering’.